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Nasce l'Oasi ...

Quando stai attraversando una tempesta…. fa molto freddo…. il vento soffia forte… sei smarrito, hai bisogno di trovare un rifugio, un luogo caldo, al riparo dalla tempesta, un luogo di refrigerio per riprendere le forze...

L’OASI è un luogo ove poter essere accolti, ascoltati, riscaldati e rifocillati, a volte anche guariti dalle proprie ferite, prima di proseguire nel cammino della vita; è un luogo per le persone che hanno bisogno di una relazione d’aiuto, di comprensione e di guarigione interiore.

L’OASI è un progetto che nasce grazie al disegno amoroso di Dio per le Sue creature: Dio vuole raggiungere ogni uomo e ogni donna, vuole incontrarci nel nostro vissuto quotidiano ed anche in tutto quello che  proviamo e che ci fa soffrire. Lui desidera liberarci da ciò che ci tiene prigionieri e guarire le nostre ferite. Questa relazione d’aiuto, infatti, avviene grazie all’ascolto di Dio, che dona discernimento e saggezza, anche attraverso la preghiera.


L’OASI è un servizio che viene svolto gratuitamente, con competenza e riservatezza, è rivolto a chi soffre o sta attraversando un periodo difficile a causa di una depressione, dell’ansia, oppure di un trauma emozionale, a chi ha problemi di identità o di autostima, difficoltà coniugali o relazionali (familiari,  professionali…), paure e angosce, ecc.


Se sei interessato, puoi prendere appuntamento per un primo incontro durante il quale potrai esporre la tua situazione ed accordarti, eventualmente, per incontri successivi.


L’OASI si trova a Castagnole Lanze, in Via XXIV Maggio 84, nella sede della Chiesa Evangelica.


Si riceve solo su appuntamento, telefonando al n. 328 2122649.

Per riflettere ...

Smettere di fumare, perdere peso, cambiare lavoro, uscire dalla passività... con l'inizio dell'anno nuovo facciamo buoni propositi e prendiamo buone decisioni che poi si sgonfiano dopo una settimana o due.
Cosa possiamo fare per motivarci al cambiamento?
Sicuramente non siamo responsabili di tutto ciò che ci succede, però siamo responsabili della risposta, del comportamento che assumiamo, di fronte alle difficoltà. Alcune persone hanno avuto veramente un'infanzia terribile, eppure sono riuscite a dare un senso alla loro vita, a farne una realtà bella e ricca.
Ognuno di noi può identificare in se stesso una capacità, un talento che potrebbe coltivare per arricchire la sua vita e quella degli altri.
Smettiamo di pensare a ciò che non è stato nella nostra vita, perché non possiamo modificare niente di ciò che è passato. Cambiare i nostri pensieri e il modo di vedere la realtà, cambia la nostra vita. Diciamo a noi stessi che abbiamo valore.
Dio lo afferma ed è proprio il suo amore a darci valore e dignità e questo dovrebbe motivarci a non sprecare le nostre energie nei rimpianti.
Facciamo nostre le parole dell’apostolo Paolo “…dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la meta”.
Ci stiamo avvicinando al Natale, quest'anno sarà senz'altro un Natale diverso, con limitazioni nei festeggiamenti, nei pranzi, nello scambio di regali... c'è paura, confusione, incertezza... in questo clima è ancora possibile essere felici?
E' difficile rispondere di sì, forse perché abbiamo perso di vista il vero messaggio del Natale!
L'angelo che annuncio la nascita di Gesù parlò di una "buona notizia": una "grande gioia" per tutto il popolo per la nascita del Salvatore e "pace in terra agli uomini che Egli gradisce"!
Spesso, invece, ci accontentiamo di una felicità effimera e di una pace traballante!
Immaginate che Gesù si inviti a casa vostra per il pranzo di Natale... che disagio!
E più facile vedere il piccolo Gesù in porcellana nel presepe: non reca alcun disturbo, non è esigente, non si fa sentire. Il vero Gesù è terribilmente ingombrante: è per questo motivo che gia i suoi concittadini si sbarazzarono di Lui. E noi?
Alcuni pensano " se avessi vissuto quella notte di Natale, avrei potuto toccare, vedere, accogliere Gesu", ma non dimentichiamo che, all'epoca, pochi lo hanno riconosciuto, amato, accettato e, comunque, quella notte nessuno lo ha accolto. Non dimentichiamo mai che solo Gesù ha abitato tra noi per portarci vero amore, vera gioia e vera pace!

"Vorrei essere un po' meno collerico, meno suscettibile , più severo, più gioioso, meno insicuro... "C'è sempre qualcosa che vorremmo cambiare in noi. Tutti abbiamo la capacità di cambiare, anche se il percorso non è sempre facile. Le abitudini prese, l'educazione ricevuta, a volte le brutte esperienze hanno segnato come un "solco" dal quale non è facile uscire.

Se vogliamo veramente cambiare, dobbiamo farlo per le ragioni giuste. Non si cambia per gli altri, ma per sé stessi.

Visto che il cambiamento ci riguarda, deve essere un'iniziativa personale, anche se coloro che vivono vicino a noi ne beneficeranno. Non si cambia per sfuggire alla realtà, ma per confrontarsi con la propria

realtà. Paolo, l'apostolo, esorta ad avere un "concetto sobrio" di sé stessi, evitando

una stima troppo alta o troppo bassa. Dobbiamo avere il coraggio di guardarci allo specchio senza scuse e facili

assoluzioni, prendendo le nostre responsabilità. Non esiste fatalità o destino, ciò che ci spinge al cambiamento è la nostra volontà, l'amore di Dio per noi e il nostro per Lui e per gli altri.

A volte vale la pena di chiedere aiuto a qualcuno competente, che ci può capire e di cui ci possiamo fidare.

Essere solidali con le sofferenze degli altri, essere attenti ai loro bisogni è una manifestazione della compassione.

Essere attenti all'altro, toccati da ciò che vive, richiede una qualità d'ascolto, una presenza un interesse eccezionali, perché non ci sono naturali.

Tutte qualità che si possono imparare e che si esercitano stando a contatto con genitori ed educatori che insegnano e vivono tali valori. L'evangelista Matteo racconta di un personaggio vissuto circa 2000 anni fa, Ponzio Pilato, diventato famoso per essere poco incline a mettersi sulle spalle il peso altrui.

Quest’uomo si fece portare un recipiente pieno d'acqua e diede vita all'espressione "lavarsene le mani!", affermando che lui era innocente. In realtà innocente non lo era proprio, piuttosto in quel momento era un vile, un testimone passivo, uno spettatore della più grande ingiustizia della storia dell'uomo.

E noi? Quali scelte operiamo di fronte alle ingiustizie piccole e grandi che sono sotto i nostri occhi?

Le nostre scelte, le nostre decisioni fanno una differenza e possono essere il segno evidente della nostra compassione o della nostra indifferenza. Ecco ciò che ogni bambino e ogni adulto dovrebbe sapere!

Tutto si è fermato, alcune nostre abitudini hanno subito un arresto improvviso, ciò che solo qualche tempo fa era normale, ora è addirittura vietato. Troppa calma, silenzio, forse non siamo più abituati… Il Coronavirus ci ha fermati!

Forse avevamo bisogno di fermarci, di guardarci dentro, di riscoprire quei valori che avevamo perso di vista nella nostra vita frenetica che non ci dava un attimo di respiro. Rimaneva poco tempo per coltivare gli affetti, ora possiamo riscoprire il bene prezioso della famiglia ed apprezzare chi vive accanto a noi, forse adesso riusciamo a vedere le cose veramente importanti per la nostra vita!

Gesù un giorno fu ospitato in casa di due sorelle. Solo una lo accolse dedicandogli tempo e attenzione, l’altra invece era distratta dai lavori domestici e giudicava negativamente la sorella che stava “perdendo tempo”: Lui reputò che la donna che gli aveva dedicato del tempo stesse facendo la cosa giusta!

Anche noi, presi dalle nostre cose, rischiamo di trascurare l’intimità con Gesù! Lui è morto su una croce ed è risorto per donarci la vera pace e ravvivare la nostra speranza nei momenti difficili, per aiutarci a riscoprire il vero valore delle cose! Buona Pasqua!

Ancora una volta, il 31 dicembre, a mezzanotte, milioni di persone si sono augurate un buono e felice anno nuovo. Ma se si domandasse loro cos'è un felice anno, la maggior parte evocherebbe delle circostanze esterne: avere la salute, non dover affrontare un lutto, un divorzio o la perdita del lavoro….

Certo, sono tutte cose importanti. Eppure molte persone hanno già tutto questo e non sono felici. Il fatto che noi viviamo in un paese privilegiato non cambia lo stato delle cose, il numero delle depressioni e dei suicidi aumenta, anche tra giovani adolescenti. La felicità non dipende da qualcosa che ci succede oppure no, ma dal nostro modo di vivere, di vedere la nostra esistenza. Dipende da ciò che c'è nel nostro cuore.

Non dipende tanto da ciò che abbiamo, ma da ciò che siamo e da ciò che scegliamo. Prendiamo del tempo per riflettere su ciò che abita il nostro cuore, sulle priorità della nostra vita, sullo scopo della nostra esistenza. Fermiamoci per riconsiderare il nostro rapporto con Dio: Lui è la sola sorgente di vita, in grado di donare vera pace e vera gioia!